Cos’è l’arteterapia?

L’arteterapia è l’insieme dei trattamenti terapeutici che utilizzano l’espressione artistica allo scopo di promuovere la salute e favorire una trasformazione costruttiva.

Le risorse che si utilizzano sono le potenzialità che ognuno di noi ha ad elaborare il proprio vissuto ed esprimerlo in maniera creativa. In questo senso le immagini, le sculture o la musica che andremo a creare, si configureranno come ponte tra il nostro mondo interno e la realtà esterna in quanto esse saranno pregne dei pensieri e dei sentimenti di chi le ha realizzate.

L’arte ci aiuta a dare forma a ciò che difficilmente ci permettiamo di esprimere, lasciando emergere ambivalenze, conflitti ed emozioni profonde.

Attraversando questo ponte, anche il terapeuta ha la possibilità di connettersi col mondo interiore del paziente e condividerlo con esso.

Quali sono le forme di espressione artistica?

Disegno e pittura ci permettono di potenziare le nostre capacità di contattare il mondo emotivo attraverso la rappresentazione di forme e colori.

Il segno grafico, in tal senso, ha tre significati:

Ludico, che ci permette di creare;

Narrativo, per raccontare la nostra storia;

Conoscitivo, per porci e rispondere a delle domande.

Esperimento: Provate a rilassarvi e sedervi davanti un foglio bianco con a portata di mano alcuni colori. Ora chiudete gli occhi e disegnate qualcosa a vostro piacimento: potete partire da un pensiero, un tema che vi portate dietro dalla giornata, oppure uno stato d’animo. Una volta rappresentato sul foglio il vostro disegno osservatelo e chiedetevi: “Come è stato per me disegnare questo soggetto?”, “Quali parti del disegno, forme, colori, corrispondono a questo momento della mia vita?”, “C’è qualcosa che avrei voluto disegnare ma che non mi sono permesso?”, “Quali informazioni posso trarre su di me che mi comunica il disegno?”

Il senso di questo esperimento è la comprensione del valore proiettivo che ci permette di esternare i nostri conflitti verso qualcosa di esterno ed osservarli.

Anche la scrittura ha una funzione analoga nel momento in cui andiamo a leggere dei brani e darne la nostra interpretazione. In quel momento il nostro filtro percettivo dona una luce personale alle frasi e riporta qualcosa di noi, del nostro vissuto, al significato di quel brano.

Il teatro è un’altra forma importantissima di espressione in quanto ci permette di mettere in scena i nostri conflitti ed osservarli, al fine di rimodellare la nostra esperienza e rintegrarla in una forma più accettabile.

Pensate che già ai tempi di Aristotele veniva sottolineata l’importanza del teatro e dei benefici di visionare un’opera teatrale per percepire il Pathos, ovvero il sentire.

Una tecnica più moderna, siamo negli anni ’40 con lo psichiatra austriaco Moreno, è quella dello Psicodramma che permette, appunto, la messa in scena dei propri conflitti interiori e la conseguente osservazione nonché modellamento della scena.

Infine, non per ordine di importanza, abbiamo la musica che ha sempre rappresentato un canale preferenziale per la connessione con esperienze profonde. Pensate alle tribù africane, oppure agli sciamani, che utilizzano il suono del tamburo per indurre stati psichici di trance.

Quali sono i benefici dell’arteterapia?

Vediamo quindi quali sono i benefici dell’utilizzo delle forme di espressione artistica all’interno del setting terapeutico:

  • Migliora la comunicazione interpersonale
  • Facilita l’espressione del proprio mondo interiore
  • Attiva una modalità di pensiero divergente
  • Porta visioni nuove di noi stessi
  • Permette il passaggio dal mondo concreto a quello simbolico

Andare oltre i propri sintomi

Tutti i giorni utilizziamo le leggi del mondo concreto e del linguaggio logico per organizzare la nostra esperienza, pensare ai nostri problemi, comprendere gli altri. Cosa succederebbe se provassimo ad utilizzare un pensiero diverso che aggiunge delle caratteristiche sensoriali a ciò che ci stiamo rappresentando? Ecco, l’arteterapia ci da la possibilità di accedere a questo linguaggio, il linguaggio dei simboli, che aggiunge un livello di comprensione e rappresentazione delle esperienze di qualità sensoriale ed emotiva.

L’intensità del nostro tratto, i colori che utilizziamo, in che modo ci muoviamo nello spazio, sono tutti elementi che riversano nella nostra produzione artistica ciò che pensiamo, ciò che sentiamo, ciò che siamo.

In questo senso la nostra creatività è lo specchio di ciò che siamo, o perlomeno, di ciò che ci sta accadendo in quel momento.

Quindi, cosa succede nel momento in cui esterno la mia opera, il mio prodotto creativo?

In quel momento ho esternato una parte di me, di ciò che sto vivendo, ed ora ho la possibilità di osservarlo. Questo ci da la possibilità di lavorare in maniera meno spaventosa su alcune parti di noi, posizionandole appunto momentaneamente fuori da noi, al fine di integrarle nuovamente in una forma più accettabile, comprensibile, strutturata. E’ più facile parlare di un disegno, una poesia, un brano musicale, piuttosto che parlare di sé.

In questo modo il paziente, o l’artista, trasforma le sue fantasie in arte piuttosto che in sintomi.

Quali sintomi si possono trasformare in arte?

L’arteterapia è applicabile alla stragrande maggioranza delle problematiche come ansia, depressione, disturbi alimentari, ecc. come trattamento integrato, giacché aiuta anche il terapeuta ad avere una visione più chiara del mondo del paziente e, quindi, a programmare un intervento che sia efficace ed efficiente.

Clicca qui per vedere e ascoltare il mio intervento sull’arte e i sintomi depressivi per il congresso della Giornata Mondiale della Depressione 2017.

 

Bibliografia

Edoardo Giusti, Isabella Piombo (2003) – Arteterapia e Counseling espressivo. Edizioni Sovera

Jacob Levi Moreno (1987) – Manuale di psicodramma. Il teatro come terapia. Astrolabio

ANDARE OLTRE I SINTOMI CON L’ARTETERAPIA

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